A GENNAIO CALA IL MERCATO DEI VEICOLI PESANTI E TRAINATI
Continua ancora il trend negativo del mercato dei veicoli pesanti e trainati che a gennaio registra rispetto allo stesso periodo dello scorso anno un -9,3% di nuovi autocarri immatricolati; invece per quello che riguarda i rimorchi, è ancora peggio, perché parliamo nel primo mese dell’anno di 1.160 libretti di circolazione rilasciati, ovvero 96 rimorchi (-19,3%) e 1.064 semirimorchi (-16,5%).
Già il 2019 si era chiuso con un segno negativo e se l’inizio è questo, anche il 2020 non sarà da meno, anche perché alle tradizionali difficoltà si è aggiunta pure l’epidemia di coronavirus che sta portando l’Italia a una pericolosa recessione, che in questo momento così delicato per una serie di congiunture economiche, proprio non se ne avvertiva l’esigenza.
Una delle cause che ha fatto chiudere il 2019 e anche il mese di gennaio con un trend negativo, in parte può aver influito l’andamento della produzione nelle costruzioni, che, dopo un primo trimestre 2019 con il segno più, ha registrato poi un progressivo rallentamento.
Nonostante i numeri non siano molto confortanti, però, un timido segnale di ottimismo bisogna riscontrarlo, perché per quello che riguarda il mercato circolante degli autocarri a GNL, si prevede una crescita del mercato, parallelamente allo sviluppo di una vasta rete di rifornimento di gas naturale. L’Italia, infatti, su tutto il territorio nazionale conta ben 66 distributori, anche grazie ai 42 distributori di LNG in progetto nel 2020 o in prossima apertura.
La stessa crisi riguarda anche il mercato dei veicoli industriali che a gennaio registra un pesante -3,2% e nonostante le iniziative di sostegno intraprese, l’andamento negativo non intende arrestarsi, perché tutto il sistema dei trasporti italiano ha bisogno di una visione programmatica di politica industriale, di interventi strutturali e di un’organizzazione precisa. Se la politica economica e industriale non daranno indirizzi certi per consentire alle imprese di fare progetti di sviluppo, allora la crisi sarà devastante.
L’autotrasporto italiano, inoltre, si caratteristica per la proverbiale carenza di figure professionali opportunamente specializzate da adibire tanto alla guida quanto all’assistenza dei rimorchi, per cui bisogna investire sulla formazione, perché il settore nel complesso offre nuove possibilità di occupazione.
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