BATTUTA D’ARRESTO PER IL MERCATO DEI VEICOLI COMMERCIALI NEL
PRIMO SEMESTRE 2026 RISPETTO AL PRIMO SEMESTRE 2025
Con la ripresa delle attività dopo la pausa estiva è tempo di discussione magari facendo un bilancio
della prima metà dell’anno appena trascorso, e la nostra riflessione oggi verte sul mercato dei
veicoli commerciali che ha chiuso il primo semestre 2026 con oltre 94 mila veicoli commerciali
immatricolati in meno ovvero -47% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Le cause sono da ricercare a incertezze normative, fattori macroeconomici e dinamiche specifiche
dei canali di vendita.
Per quello che riguarda le incertezze normative, purtroppo, i contributi statali si fanno attendere, per
cui la loro attesa prolungata ha spinto molte aziende a rinnovare le proprie flotte quando i soldi
erano disponibili, e quando i fondi erano finalmente sbloccati, non erano poi per tutti perché,
talvolta, il famigerato click day faceva esaurire i fondi stanziati in meno di un’ora.
Inoltre, il canale di vendita ha avuto pure i suoi intoppi, perché nonostante gli incentivi europei, la
quota di veicoli commerciali 100% elettrici non è cresciuta per prezzi di listino ancora elevati,
carenze della rete di carica lungo la rete stradale e autostradale e utilizzi non certo ottimali per l’uso
professionale intensivo.
Un’altra causa non meno importante è l’aumento dei costi di gestione di un’azienda con tanti
adempimenti fiscali e il rincaro del costo del carburante, che ci fanno combattere in modo diverso
una guerra contro l’Iran e la Russia. Non un esercito dislocato sul campo, ma una guerra
commerciale dove i nostri portafogli vengono prosciugati, poiché da quelle parti il carburante viene
prodotto e noi ci limitiamo a consumarlo per importazione.
Infine l’Europa è un’opportunità, ma spesso può essere un peso a causa dell’eccessiva
sovrapposizione di scadenze europee sulle emissioni.
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